Davide's profile"Ok cervello io non piac...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 07

    Grazie Michael

    There comes a time when we hear a certain call
    When the world must come together as one
    There are people dying
    and its time to lend a hand to life
    There greatest gift of all

    We cant go on pretending day by day
    That someone, somewhere will soon make a change
    We are all a part of Gods great big family
    And the truth, you know,
    Love is all we need

    We are the world, we are the children
    We are the ones who make a brighter day
    So lets start giving
    Theres a choice we're making
    We're saving our own lives
    it's true we'll make a better day
    Just you and me

    Send them your heart so they'll know that someone cares
    And their lives will be stronger and free
    As God has shown us by turning stones to bread
    So we all must lend a helping hand

    We are the world, we are the children
    We are the ones who make a brighter day
    So lets start giving
    Theres a choice we're making
    We're saving our own lives
    its true we'll make a better day
    Just you and me

    When you're down and out, there seems no hope at all
    But if you just believe theres no way we can fall
    Let us realize that a change can only come
    When we stand together as one

    We are the world, we are the children
    We are the ones who make a brighter day
    So lets start giving
    Theres a choice we're making
    We're saving our own lives
    its true we'll make a better day
    Just you and me
    May 20

    Blackbird...così avrei voluto suonare la mia chitarra...

     
    May 08

    Domani...

     
    March 17

    Nulla di nuovo sotto il sole...

    Nulla di nuovo sotto il sole...quando lo scandalo è che alcuni abbiano bisogno della Tv per sapere cosa accade sotto casa...  
    February 12

    Certo. Punto.

    Un paio di mesi fa ero completamente in panne perchè i miei impegni "lavorativi" erano: scrivere su un mensile (Paesi Etnei Oggi), un settimanale (L'Eco delle Aci www.ecodelleaci.it) e studiare. Vi dico solo che adesso oltre a questo scrivo pure su un quotidiano...mi correggo: su IL quotidiano. Sono infatti (ma potrei essere revocato in ogni momento) il corrispondente de LA SICILIA da Aci S. Antonio.
    Ciò può, forse, farvi intuire il senso di quanto segue.
    Vi voglio bene.
     
    "Eccomi qua...eccomi...qua...più o meno...ci sono. Ci sonno, anche. Che ne so!?...uff
    Perchè poi non è che uno può...e quando non c'è niente da fare non c'è niente...
    Bah...non so. Tu che ne pensi?...davvero? Ieri?...mmm...no no.
    Ci sono. Ci risono. Di nuovo? Si si...
    Parcheggia lì che mi sono rotto le palle"
     
    Monologo del mio cervello. Febbraio 2009.
    Davide Quattrocchi
    January 31

    Mario Balotelli

    Balotelli scoppia in lacrime dopo l'allenamento

     
    20:54 del 30 gennaio
     
    Periodo difficile per Mario Balotelli. Il giovane attaccante dell'Inter ha chiuso l'allenamento scoppiando in lacrimeFoto: Cebrelli/Grazia Neri dopo essere stato rimproverato. Secondo indiscrezioni, il nerazzurro durante l'allenamento ha reagito al rimbrotto di un compagno di squadra lasciandosi andare al pianto. Mario è stato prontamente consolato da Mourinho e dagli uomini dello staff tecnico.
     
    Queste sono le notizie che dobbiamo sorbirci.
    Da cittadino minimamente intelligente mando cordialmente a fan culo il sig. Mario Balotelli, professione calciatore, età 18 anni, stipendio mensile svariate decine di migliaia di euro, dipendente della società Inter militante in serie A.
    Se un testa di cazzo del genere scoppia a piangere per un rimprovero durante un allenamento dopo che ha rotto le palle per un mese intero, se la stampa si limita a dare la notizia senza far capire (magari ai coetanei di Balotelli) che ogni tanto bisogna prendere una forte sberla per crescere, se tutto ciò è diventato ammissibile: io prospetto la dissoluzione totale del sistema Italia e mi auguro sinceramente che la desertificazione faccia il suo corso eliminando ogni traccia della stupida civiltà che siamo diventati.
     
    Scusate lo sfogo
    January 05

    Un blasfemo

    Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
    più non arrossii nel rubare l'amore
    dal momento che Inverno mi convinse che Dio
    non sarebbe arrossito rubandomi il mio.

    Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
    non avevano leggi per punire un blasfemo,
    non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
    mi cercarono l'anima a forza di botte.

    Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
    lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
    nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
    a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male.

    Quando vide che l'uomo allungava le dita
    a rubargli il mistero di una mela proibita
    per paura che ormai non avesse padroni
    lo fermò con la morte, inventò le stagioni.

    ... mi cercarono l'anima a forza di botte...

    E se furon due guardie a fermarmi la vita,
    è proprio qui sulla terra la mela proibita,
    e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
    ci costringe a sognare in un giardino incantato,
    ci costringe a sognare in un giardino incantato
    ci costringe a sognare in un giardino incantato.
    Fabrizio De Andrè - Non al denaro non all'amore nè al cielo (1971)
     
    un capolavoro...grazie Fabrizio
    ...e prima ancora: grazie Edgar Lee e grazie Fernanda
     
      
     
     
    December 25

    Buon Natale!

      Oltre la facile battuta: volevo fare i miei migliori auguri a tutti coloro che non vedo da anni, a coloro che pensano di essere lontani ma che invece non lo sono, a coloro che abitano lontano, a tutti quelli che mai dimenticherò. Questo Natale però lo ricorderò in particolare tra tutti per poche, piccole, parole, pronunciate da mia sorella, che mi hanno commosso e toccato nel profondo del cuore: grazie davvero Lo. Ti voglio tanto bene. Buon Natale.
    December 09

    Puzzle

     
    Cazzo quanto tempo dall'ultima volta. E non avete idea di quante cose siano cambiate.
     
    L'autunno dello studente è particolarmente duro perchè è passata l'estate, perchè cadono le foglie dagli alberi e i capelli dalla testa (sul libro) e tutto ricorda che il tempo sta passando e che forse non ce la si farà mai a dare l'esame progettato per tempo.
    Il mio autunno invece è stato diverso: avevo un obiettivo ben preciso che era l'esame dei primi di novembre e sono riuscito a concentrarmi solo su quello (e poco altro) ottenendo un ottimo risultato. Il casino è arrivato subito dopo: a settembre ho iniziato a collaborare con un mensile e l'impegno non era assolutamente (e non è nemmeno adesso) eccessivo. Poi la brillante idea: perchè non scrivere su un settimanale?...mmm...fatto! In un mese ho raccolto i pezzi e insieme a mio padre ho ricreato quasi dal nulla un vecchio mensile per renderlo uno "scintillante" settimanale online. Tutto bene, direte. Missione raggiunta, penserete. Si però...
     
    Però sono stanco: però ho duemila impegni a settimana che al momento non riesco a equilibrare con lo studio (che fine ha fatto il foglietto con i progetti della materia di dicembre???). Sono stanco perchè forse faccio qualcosa che è più grande di me: perchè forse non è normale a 25 anni gestire quasi del tutto un giornale, collaborare con un mensile, studiare e...probabilmente non è normale.
    Vorrei quindi ringraziare l'unica donna al mondo che avrebbe potuto, e ha potuto, sopportarmi in questo periodo: è Roby, la mia ragazza e la mia vita. Se non ci fosse stata lei mi sarei ritrovato da solo senza nemmeno un sorriso in un mare di carte scarabocchiate. Grazie.
     
    Poi adesso è arrivato pure dicembre: che è bellissimo per il Natale, il freddo, la neve, i babbi natale appesi ai balconi, le renne sui tetti e i regali impacchettati ma che per me assume troppo spesso un altro, angosciante, significato. E' il ponte verso gennaio, il mese in cui faccio il compleanno (niente auguri quest'anno, please): dicembre è il mese in cui penso (troppo come sempre) che fra un mese compirò 26 anni, che a 18 anni pensavo che a ventisei sarei già stato un professionista affermato, che avrei vissuto una vita diversa e che forse è andato davvero tutto storto.
     
    Poi mi viene in mente che nessuno può dire di conoscere davvero il proprio futuro. Che chi lo pensa non c'ha capito davvero un cazzo. Che in fondo non ha senso lamentarsi e perdere tempo. Così ripongo tutti i miei pensieri dentro il cassetto dei rimpianti e continuo a studiare.
    October 15

    Saviano: "Lascio l'Italia per riavere una vita"

     
    Esiste un libro di Saverio Lodato, autorevole autore di libri sulla mafia, che si intitola "La mafia ha vinto". E' esattamente la frase che ho pensato quando stamattina, accendendo la tv ho sentito la notizia e lo sfogo di Saviano.
    La mafia ha vinto. In questo caso la camorra ha vinto, signori miei. E se è vero che a fronte di un vincitore deve, per logica, esserci uno sconfitto questo non è Saviano: è lo Stato Italiano.
     
    Lo Stato oggi ha perso e non conta nulla se Provenzano, Riina, Schiavone e Maniero sono in carcere: oggi lo Stato ha perso nel principale dei campi di battaglia. La libertà del cittadino.
    Io credo che se un cittadino italiano deve sentirsi costretto ad andare via, a non poter più vivere nel proprio paese a causa di ciò che ha scritto la sconfitta non può rimanere concentrata solo sulle istituzioni: abbiamo perso tutti.
     
    Nessuno può permettersi, come ha fatto stasera il presidente del Senato Schifani, di dire che Saviano deve rimanere: perchè nessuno sa davvero cosa significhi vivere, o non vivere, in quel modo. Braccato.
    La storia poi non è molto confortante: Carlo Alberto Dalla Chiesa viveva in una caserma dei carabinieri a Palermo quando nel 1982 lo freddarono insieme alla giovane moglie; Falcone e Borsellino furono costretti a preparare i documenti per il maxiprocesso del 1986 nel carcere dell'Asinara ma sappiamo tutti come andò a finire solo 6 anni dopo.
     
    Io non me la sento di criticare Saviano insomma: ha già regalato a questo paese disgraziato la fortuna di un libro che dovrebbe essere letto in ogni scuola media e superiore; ci ha già fatto dono del pugno in faccia che ha svegliato qualcuno e allertano qualche altro. Ha fatto il dovere dello scrittore, del cittadino, e per questo oggi rischia continuamente la vita.
    Siamo un paese destinato a fallire: perchè non riusciamo più a vedere da che parte sta il bene e il male.
     
      
     
     
     
    August 05

    SalvaGente

    Perchè quando qualcosa non va benissimo, quando uno si sente un pò giù, quando la linea dell'umore si abbassa sotto la soglia di pericolo basta riascoltarlo per far esplodere un fuoco d'artificio dentro il cuore.
       
    July 14

    Dedicato a tutto il SUD ITALIA!

     
    June 29

    Margherita Hack

     
    Invito tutti a riflettere sul fatto che come anche diceva Kant le azioni morali non devono essere "spinte" dalla prospettiva di una ricompensa.
    June 22

    Non sentirsi abbastanza

     
    June 19

    Info tanfo...

     
    June 15

    Attacca Colaaaaaaa!!!

     
    June 14

    Brigantony aveva già capito tutto!

      
     
    May 17

    Incrocio

     
    La pietra lavica luccica sotto i miei piedi, ha appena piovuto, solo qualche goccia, ma l'aria è piena di tensione, il cielo grigio promette, o minaccia, nuova pioggia e io attendo che il semaforo pedonale mi permetta di attraversare l'incrocio.
     
    Dietro la finestra Maria ha un'espressione triste e persa nel vuoto, sembra guardare con insistenza qualcuno o qualcosa oltre il vetro che la separa dalla realtà ma sta semplicemente rendendosi conto che ha un enorme vuoto dentro: cerca di analizzarlo razionalmente ma non c'è nulla di razionale nel perdere l'uomo con cui hai deciso di passare la tua vita a causa di un incidente di lavoro. "Le protezioni erano insufficienti" continua a ripetersi, "Signora siamo spiacenti nel doverle comunicare..." iniziava la telefonata dal cantiere, "Le protezioni non esistono" dicevano i compagni di lavoro durante il funerale qualche fila dietro Maria, "Ti ho perso per sempre e io cosa faccio ora" pensa Maria mentre sotto la sua finestra la vita continua a scorrere.
     
    Le scarpe zuppe d'acqua sono la cosa che Ibrahim odia di più delle giornate di pioggia: camminare su e giù sfruttando l'attesa del verde è un'abitudine che dopo un anno e mezzo ha già metabolizzato ma le piccole cose, come appunto le scarpe e i calzini bagnati non le assimilerà mai.
    Ibrahim studiava da avvocato in Marocco, sarebbe diventato ricco se la vita non avesse deviato dal suo cammino: la sua famiglia cadde in disgrazia mentre era al secondo anno di legge a Rabat e fu costretto a tornare a casa.
    Un giorno gli proposero di cercare fortuna in Europa e accettò pensando che valeva la pena rischiare, che avrebbe potuto fare i soldi necessari per continuare gli studi, per diventare un ricco avvocato e mantenere la sua grande famiglia. Non immaginava cosa sarebbe poi successo durante la traversata.
    Il volto gonfio di un bambino caduto, o abbandonato, in mare gli venne in mente proprio mentre scattò il verde.
    Ibrahim, preso in mezzo tra due file di macchine, si ritrovò, di nuovo, in balia delle onde.